Autonomia e dipendenza
- vasiupiter
- 11 feb
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Nella Kabbalah dell'Ari, l’autonomia e la dipendenza sono stati della struttura ontologica dell’anima. Per l'Ari, l'essere umano è un sistema di "vasi" (Kelim) che deve imparare a gestire la "luce" (Ohr).
La dipendenza è una patologia del vaso, l'autonomia è il risultato di una corretta contrazione (Tzimtzum).
Il concetto di autonomia nasce dall'atto primordiale di Dio. Se l' Ein Sof non si fosse contratto, non esisterebbe nient'altro che Lui.
Dio ha creato il "vuoto" (Tehiru) specificamente affinché esistesse un ente capace di pensiero e azione indipendenti.
Di conseguenza, rinunciare alla propria autonomia di pensiero non è un atto di devozione, ma un tradimento del progetto cosmogonico. L'uomo che non pensa con la propria testa chiude lo spazio che Dio ha faticosamente aperto per lui.
Come abbiamo visto, le Qlippot (le scorze) non hanno vita propria, vivono "succhiando" le scintille di santità. La dipendenza (sia essa da una sostanza, da una persona o da un'ideologia) è il momento in cui il guscio diventa più forte del contenuto.
Nella dipendenza, la luce dell'anima (Neshama) viene sequestrata da una struttura esterna (la Qlippah). L'individuo crede di agire per propria volontà ma in realtà sta alimentando un ente parassitario che ha occupato il suo spazio interiore.
La dipendenza è una violazione del confine interno. Il "vaso" dell'individuo si incrina e la sua energia vitale "cola" verso il basso, alimentando il Sitra Achra (l'altro lato).
In Kabbalah, il termine ebraico per Egitto, Mitzrayim, deriva dalla radice Mezarim, che significa "restrizioni" o "strettoie".
La dipendenza è un Egitto interiore: uno stato in cui la luce della coscienza è compressa in canali strettissimi.
L'azione autonoma è impossibile in Mitzrayim perché il "vaso" è troppo rigido e angusto per permettere alla volontà divina di fluire liberamente. La liberazione (l'uscita dall'Egitto) è il ripristino della corretta ampiezza dei vasi.
L'autonomia di pensiero è legata alla Sephirah di Binah (Intelligenza/Comprensione).
Chochmah è l'intuizione pura, il lampo, Binah è la capacità di analizzare, distinguere e dare struttura.
L'autonomia risiede nella capacità di "setacciare" (Birur) i pensieri, distinguendo quelli che appartengono alla propria "Radice dell'Anima" da quelli che sono proiezioni delle Qlippot ambientali o sociali. Un uomo che non distingue i propri pensieri è un uomo i cui vasi sono invasi da "luci estranee".
Esiste un paradosso nell'Ari: l'unica forma di autonomia reale si ottiene attraverso l'annullamento (Bittul) davanti all'Infinito.
La dipendenza distruttiva ti lega a un ente finito (droga, potere, ego), rendendoti schiavo di un frammento.
L'autonomia reale ti lega alla Sorgente Infinita. Poiché la Sorgente è la libertà stessa, legarsi ad essa significa paradossalmente diventare totalmente autonomi rispetto alle contingenze del mondo materiale.
Sei autonomo quando il tuo "vaso" è abbastanza forte da contenere la luce senza rompersi ed è abbastanza flessibile da non diventare una corazza (Qlippah). La dipendenza è un'illusione di pienezza che maschera un vuoto ontologico.
In nomine Patris et Matris conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

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