Il bene e il male
- vasiupiter
- 28 gen
- Tempo di lettura: 1 min
Nella Kabbalah, bene e male non sono due forze opposte in guerra tra loro.
Sono modalità diverse della stessa energia che opera nella Creazione.
Il cosiddetto “male necessario” non è il male morale.
Non è crudeltà, violenza, abuso o mancanza di coscienza.
Quello è distorcimento umano, non principio divino.
In Kabbalah, il “male” esiste come forza di restrizione, limite, separazione.
È ciò che permette alla Luce di essere contenuta, riconosciuta, scelta.
Senza limite non esisterebbe libertà.
Senza resistenza non esisterebbe coscienza.
La crudeltà umana nasce quando la forza del limite si disconnette dal cuore,
quando Gevurah si separa da Tipheret,
quando il giudizio non è più al servizio della vita ma dell’ego.
Il male necessario serve a far emergere il bene consapevole.
La crudeltà, invece, nasce dall’assenza di consapevolezza.
La Kabbalah non giustifica il male umano,
lo riconosce come rottura dei kelim, come Luce non integrata.
E ci ricorda che il lavoro spirituale non è eliminare il male ma trasformare il limite in responsabilità e il potere in servizio.
In nomine Patris et Matris conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

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