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Il Codice di Carbonio: l'unicità del Vaso

  • Immagine del redattore: vasiupiter
    vasiupiter
  • 16 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Ogni essere vivente è una forma assunta dalla luce.


Non esistono esseri vuoti, casuali o privi di struttura.

Esiste invece una precisa architettura invisibile che organizza la manifestazione della vita.

Nel mio metodo, il Codice di Carbonio, questa architettura viene chiamata Vaso.


Il Vaso è la configurazione attraverso cui la luce prende forma in un corpo umano, animale o vegetale.

Ed è composto da archetipi fondamentali.


Gli archetipi non sono semplici simboli psicologici.

Sono funzioni vive della coscienza.

Principi operativi.

Forze originarie che partecipano alla costruzione dell’identità, del comportamento, delle inclinazioni, dei talenti, delle paure e persino del modo in cui una persona percepisce la realtà.


Ogni individuo nasce con una combinazione unica di questi archetipi.


Alcuni sono forti e dominanti.

Altri sono deboli o compressi.

Altri ancora risultano assenti, silenziati o non integrati.


Ed è proprio da questa disposizione che emerge la “forma” della persona.


Due esseri umani possono vivere la stessa esperienza ma reagire in modo completamente diverso perché il loro Vaso è differente.

La luce attraversa strutture archetipiche differenti e dunque produce manifestazioni differenti.


Nel Metodo del Codice di Carbonio io osservo proprio questo:

la geometria archetipica del Vaso.


Non per giudicare la persona.

Non per etichettarla.

Ma per comprendere:

• quali forze stanno sostenendo la sua esistenza

• quali stanno creando squilibri

• quali energie chiedono integrazione

• quali parti della coscienza sono state dimenticate.


Per questo motivo il mondo, nella mia visione, non è un insieme di individui separati in conflitto tra loro.


È una danza.


Una danza continua di archetipi che si incontrano, si respingono, si completano, si specchiano e si trasformano reciprocamente.


L’amore stesso, osservato tecnicamente, è il movimento armonico tra archetipi compatibili che cercano unità.


Anche il conflitto ha una funzione:

mostra le parti del Vaso che non sono ancora state armonizzate.


Quando impariamo a leggere gli archetipi smettiamo lentamente di odiare noi stessi e gli altri perché comprendiamo che ogni essere sta semplicemente manifestando la propria configurazione attuale.


Ed è qui che inizia il vero lavoro.


Non cambiare maschera.

Non imitare qualcun altro.

Non costruire un personaggio spirituale.


Lavora per rettificare il Vaso affinché la luce possa attraversarlo in modo sempre più limpido, coerente e armonico.


Perché tutta l’evoluzione consiste in questo:

diventare una forma sempre più pura dell’amore che ci attraversa.


In nomine Patris et Matris, conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

 
 
 

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