Kabbalah e coscienza
- vasiupiter
- 22 gen
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La fisica moderna ci dice una cosa sorprendente: la materia, così come la percepiamo, non è solida.
È energia, vibrazione, possibilità che si organizza solo quando viene osservata.
La Kabbalah lo afferma da millenni.
Secondo l’insegnamento cabalistico, la realtà nasce da un processo di emanazione della coscienza:
la Luce infinita (Ein Sof) si contrae, si struttura, crea i kelim (i vasi) e solo allora diventa forma, tempo, materia.
La materia non è altro che coscienza condensata.
Non esiste una realtà “oggettiva” separata dall’osservatore, esiste una relazione continua tra chi osserva e ciò che prende forma.
In Kabbalah questo principio è espresso chiaramente: la Luce è potenziale puro,
i kelim determinano come quella Luce viene vissuta, la realtà che sperimentiamo è il risultato del nostro stato di coscienza.
Cambiare coscienza significa cambiare il modo in cui la Luce si manifesta nella materia.
Non per magia, ma per risonanza.
La creazione non è qualcosa che è accaduto una volta.
Sta accadendo ora, in ogni istante, dentro e fuori di noi.
E la vera domanda diventa:
che tipo di kelim sto offrendo alla realtà che voglio vivere?

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