Kabbalah: il Padre Nostro
- vasiupiter
- 14 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Preghiera spirituale scritta dal mio maestro di Kabbalah lurianica Michael Ben Pesach Portnaar:
"Padre mio che è dentro di me.
Rivela in me il tuo nome, che è la tua immagine e somiglianza.
Che il tuo Regno di purezza e di verità entri in me.
Rafforza la mia volontà di seguirti dentro e fuori di me.
Dammi la forza oggi per effettuare la correzione quotidiana sia dentro che fuori di me.
Tieni lontani da me gli stati intemperanti, come cerco di fare con tutti gli altri.
E non abbandonarmi alla tentazione dei desideri sfrenati, ma liberami dal male che è SOLO in me."
Amen.
Questa versione della preghiera trasforma il “Padre nostro” in un atto di introspezione radicale.
Non c’è più un Dio esterno da supplicare ma una Presenza interiore da incarnare. Il centro non è la richiesta di intervento divino sul mondo ma la rettifica del proprio stato interiore.
Ci sono elementi molto forti qui:
“Padre mio che è dentro di me”
Sposta il principio divino dall’esterno all’interno. È una formula quasi iniziatica: il Padre non è separato dall’essere umano ma è la sua sorgente cosciente.
“Rivela in me il tuo nome”
Nella tradizione cabalistica il Nome non è una parola, ma una frequenza, una struttura dell’essere. Chiedere che il Nome si riveli significa chiedere che emerga la forma autentica dell’anima.
“Che il tuo Regno… entri in me”
Il Regno non è geografico o ultraterreno: è uno stato di coscienza ordinato, puro, coerente.
“Rafforza la mia volontà”
Qui compare un concetto centrale: la trasformazione non avviene tramite fede passiva, avviene attraverso una volontà operativa.
“Effettuare la correzione quotidiana”
Questo è potentissimo perché introduce il concetto di pratica continua. Ricorda molto il principio della rettifica del vaso: l’essere umano è un sistema da osservare, correggere e riallineare ogni giorno.
“Il male che è SOLO in me”
Questa è forse la parte più rivoluzionaria. Elimina il nemico esterno e porta tutta la responsabilità dentro il soggetto.
Non è il mondo a contaminare l’uomo: sono gli stati interiori non rettificati a generare sofferenza e distorsione.
In nomine Patris et Matris, conscientiam elevo et excelsa vibro. 🙏

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