Parliamo dell'anima
- vasiupiter
- 6 feb
- Tempo di lettura: 2 min
L'anima non è un soffio indistinto, ma una gerarchia di cinque livelli ontologici, ognuno corrispondente a un mondo o a un livello di realtà:
▫️Nefesh (Vitalità): il livello più basso, legato all'azione e al corpo fisico (Mondo di Asiyah).
▫️Ruach (Spirito): il livello emotivo, sede delle disposizioni morali (Mondo di Yetzirah).
▫️Neshama (Soffio): il livello intellettivo superiore, la scintilla divina pura (Mondo di Beriyah).
▫️Chayah (Vivente): il livello della volontà trascendente (Mondo di Atziluth).
▫️Yechidah (Unicità): il punto di contatto assoluto con l'Ein Sof (Mondo di Adam Kadmon).
Quando parliamo di discesa, ci riferiamo principalmente ai primi tre livelli (Nefesh, Ruach, Neshama), che sono quelli che subiscono l'impatto della materia.
Secondo Isaac Luria, originariamente tutte le anime umane erano contenute in un'unica struttura macrocosmica: l'anima di Adam ha-Rishon (l'Uomo Primordiale). Questa non era una figura biografica, ma una configurazione spirituale che includeva tutte le scintille divine destinate all'umanità.
In seguito alla Shevirat ha-Kelim e al successivo peccato di Adam (che Luria interpreta come un fallimento nel processo di riparazione precoce), l'anima collettiva si è frantumata. Le scintille che la componevano sono precipitate, disperdendosi tra le Qlippot.
La discesa della Neshama non è una caduta accidentale, ma un esilio metafisico.
L'Imprigionamento: la luce dell'anima, precipitando, è stata avvolta dalle scorze. Le Qlippot impure si nutrono della vitalità di queste scintille prigioniere. Senza la presenza della Neshama al loro interno, le Qlippot tornerebbero al nulla.
La Dimora nella Qlippah Nogah: la maggior parte delle anime umane risiede abitualmente nella Qlippah Nogah (la scorza lucente). Qui, l'anima si trova in uno stato di sonno o di occultamento dove la sua vera origine divina è velata dalle necessità corporali e dagli impulsi egoistici.
La Discesa agli Inferi: in casi di estrema degradazione morale, o per compiere missioni di salvataggio metafisico particolarmente ardue (concetto legato al "discendere per risalire"), l'anima può essere trascinata o inviata nelle tre Qlippot totalmente impure. Qui il rischio è l'estinzione della connessione cosciente con la sorgente.
Perché l'anima deve subire questo esilio?
L'anima scende nel mondo delle Qlippot per agire come un magnete metafisico. Attraverso l'osservanza dei precetti (Mitzvot) e l'intenzione etica (Kavanah), l'anima setaccia la realtà.
Quando un uomo utilizza il proprio corpo o gli oggetti del mondo materiale per un fine sacro, la Neshama estrae le scintille di luce prigioniere della Qlippah e le riporta verso l'alto.
Questo processo è chiamato Birur (Setacciamento/Chiarificazione). La discesa è dunque lo strumento necessario per il Tikkun (Riparazione): l'anima scende nell'oscurità per recuperare i frammenti di Dio dispersi durante la creazione.
In sintesi, la Neshama in esilio è un Re in catene. La sua presenza nelle Qlippot è ciò che permette al mondo materiale di esistere, ma è anche il motivo della sofferenza esistenziale. Il compito dell'anima è liberare se stessa liberando le scintille che la circondano.
In nomine Patris et Matris conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

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