Il passato nella kabbalah lurianica
IL VERO PECCATO: RIMANERE INCASTRATI NEL PASSATO ⏳
Il peso che il passato esercita sulle nostre vite non è una semplice questione di nostalgia o di bei ricordi. È qualcosa di molto più profondo e sottile, è non riuscire ad abbandonare una forma mentis che in quel passato ha preso forma ed era necessaria e utile, impedendoci però ora di vivere il presente con piena consapevolezza.
Nella Kabbalah lurianica, questo rappresenta più che un blocco psicologico una vera e propria condizione strutturale ben precisa, legata ai residui della Shevirat Ha-Kelim (la rottura dei vasi) e alle Reshimot (le impronte energetiche del passato).
PERCHÉ IL PASSATO DIVENTA UNA PRIGIONE?
Quando rimaniamo ancorati a schemi mentali superati pretendiamo di applicare vecchi sistemi di difesa o di reazione egoica ad un flusso di Luce che, invece, è in costante evoluzione. Questa discrepanza crea attrito e sofferenza.
Senza la costruzione di uno schermo operativo nel presente (Masach), la coscienza rimane schiava degli automatismi dell'ego, incapace di generare la Luce di ritorno (Ohr Chozer) nel qui e ora.
COME COMPIERE LA RETTIFICA NEL PRESENTE
Liberarsi dal peso del passato non significa semplicemente dimenticare ma compiere un lavoro attivo di Birur (selezione e purificazione): estrarre le scintille di consapevolezza intrappolate in quei vecchi condizionamenti.
L'unico spazio in cui il Tikkun e l'unione con il Potere Creativo possono avvenire è il presente assoluto, nel momento in cui il vaso decide di aprirsi alla dazione anziché difendersi con le corazze di ieri.
In nomine Patris et Matris 🙏🏻

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